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ALLEVAMENTO PAPPAGALLI INSEPARABILI
AGAPORNIS ROSEICOLLIS E CALOPSITE

DI VINCENZO DE CONCILIIS

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Ritenzione dell'uovo

Malattie e Cure

La ritenzione dell'uovo

Il transito dell'uovo attraverso l'ovidutto avviene in tempi variabili dalle 24 alle 72 ore,superato questo periodo si può parlare di ritenzione dell'uovo.
La ritenzione dell'uovo è un problema che si verifica più spesso negli uccelli di piccola taglia di sesso femminile.
Canarini, inseparabili, calopsiti, cocorite e fringuelli sono le razze comunemente colpiti.
La ritenzione è un problema serio ed è considerata una situazione di emergenza, che necessita di cure delicate e professionali.
Purtroppo, alcuni uccelli possono soccombere a dispetto delle cure prestate.


Causa
Infezioni, traumi all'apparato riproduttivo, inadeguata area di nidificazione, l'uovo eccessivamente grosso, l'obesità e problemi nutrizionali sono alcuni dei fattori coinvolti in questo problema. Gli uccelli con alimentazione di semi poveri o quelli con un inadeguato apporto di calcio sono particolarmente a rischio..Anche un uovo che è troppo morbido. o anche fattori ambientali come l'ipotermia può causare il problema . Comunque determinare la causa esatta che determina il problema è difficile.

Sintomi
Dal momento che la femmina è in procinto di deporre, qualche giorno prima, si noterà a livello cloacale un rigonfiamento, che aumenterà sempre più di dimensioni. Quando la forma dell'uovo sarà netta, si può tastare l'area, se viene avvertita come dura, occorre tener presente che la deposizione deve avvenire entro le 24-massimo 48 ore. Se ciò non avviene e vedete la femmina impallonata e apatica sul fondo, col piumaggio scomposto e sofferente, è bene intervenire con urgenza.

Altri sintomi di ritenzione sono:
Respiro affannoso,distensione addominale, mancanza di escrementi, aspetto arruffato e scarso appetito, potrebbero avere anche un osso rotto a causa di calcio insufficiente ma questi sono sintomi comuni anche ad altre malattie. A volte l'unico sintomo visibile è l' uccello seduto e appallottolato sul fondo della gabbia. In altri casi ci si accorge del problema quando l'uccello è già morto.

Diagnosi
A volte l'uovo può essere palpato direttamente con le dita altre volte è necessario una radiografia e se l'uovo non è calcificato bene diventa difficile individuarlo anche con i raggi x
Ecco come appare con la radiografia l'uovo non espulso.


Trattamento
Gli uccelli che hanno l'uovo ritenuto richiedono cure d'emergenza e il riscaldamento immediato nella camera calda con temperatura 30-35 gradi con umidità non inferiore all'80%
Una volta che l'uccello è più stabile possiamo provare dolcemente a far espellere l'uovo con la pressione digitale.

Chi non è esperto può provare i seguenti metodi:
1:Tenere esposto la cloaca del soggetto per pochi minuti al vapore emesso dall'acqua in ebollizione in modo da favorire la sua dilatazione.


2. Lubrificare la cloaca con olio, per facilitare l'espulsione dell'uovo.

3.In alcuni casi è può risultare utile iniettare lentamente in ovidutto,con un sottile catetere attraverso la cloaca,della soluzione salina sterile e calda in modo da reidratare ovidutto.

4. Altro aiuto può essere quello di somministrare calcio gluconato nel beverino (1 fiala x litro d'acqua) e qualche goccia direttamente nel becco, sia per rimpinguare il calcio perso, ma anche per favorire la contrazione della muscolatura cloacale e favorire così l'espulsione dell'uovo.

5. Attendere massimo 24 ore per valutare se avviene l'espulsione dell'uovo

I problemi maggiori si verificano se l'uovo non viene espulso perché è senza guscio o ha un guscio molle. In tali casi la diagnosi può essere effettuata solo con una ecografia e occorre l'intervento di un veterinario aviario. Infatti, può risultare indispensabile somministrare Corticosteroidi per combattere lo shock o fluidi per volatili disidratati. Se entro 24 ore non si assiste all'espulsione dell'uovo bisogna rivolgersi al veterinario che deciderà se eseguire una ovocentesi o terapia chirurgica.



RITENZIONE UOVO


Un'altro metodo ,descritto sul sito di Daniele Zoli suggeritogli dall'amico Attilio,per evitare questo inconveniente molto comune negli allevamenti è quello di usare il:

CALCIUM SANDOZ 20 Cpr Eff 500 Mg



Queste pastiglie,si possono comprare in farmacia, sono facilmente dividibili in 4 parti, una di queste è sufficiente per 2 Lt acqua, (dividendola ancora 1 lt) la si scioglie e si usa nei normali beverini dall'inizio della deposizione o meglio da qualche gg prima, cmq il problema della mancanza di calcio da parte delle femmine avviene quasi sempre dopo il terzo o quarto uovo, quindi è sufficiente usarlo dopo il primo uovo deposto, sospendere dopo la fine della deposizione e magari riprendere saltuariamente per qualche periodo con la crescita dei pulli.(si evita il rachitismo).

Questo calcio essendo a facile assorbimento non ha nulla a che vedere con osso di seppia o gritt.

Le femmine che avevano il prolasso a cui è stata fatta bere a forza una concentrazione doppia di prodotto dissolto e messe al caldo sopra una fonte di calore, hanno deposto l'uovo dopo qualche ora.

Parecchi allevatori hanno dato riscontro alla sua efficacia dopo aver utilizzato questo metodo.

Chiaramente non ci si vuole sostituire ai veterinari ma mi è sembrato utile divulgare un esperienza che sul campo sta dando ottimi risultati.





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