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ALLEVAMENTO PAPPAGALLI INSEPARABILI
AGAPORNIS ROSEICOLLIS E CALOPSITE

DI VINCENZO DE CONCILIIS

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Megabatteriosi

Malattie e Cure

MEGABATTERIOSI


EZIOLOGIA
E' sostenuta da un microrganismo gram positivo di grosse dimensioni, creduto dapprima un fungo (micosi 80), ma successivamente all'esame del microscopio elettronico è risultato un batterio. A causa delle dimensioni nettamente piu' grandi di quelle degli altri batteri è stato denominato "megabatterium", oggi conosciuto con il nome di MACRORHABDOS ORNITOGASTER.

EPIDEMIOLOGIA
La diffusione della malattia non avviene per linee orizzontali, ma piuttosto per contagio trasmesso dalle femmine ai loro nidiacei o, più raramente ,all'inverso. La morbilità, cioè la percentuale dei volatili colpiti sul totale è variabile in relzione alla gravità dei fattori condizionanti che hanno attivato la virulentazione dei megabatteri.provoca una mortalità elevata, soprattutto nelle prime due settimane di vita, mentre molti adulti appaiono in buona salute.
I novelli e le femmine nutrici sono facilmente coinvolti dall'infezione che, in ogni caso, si diffonde in allevamento in maniera poco prevedibile e non rapidamente.

PATOGENESI
i megabatteri, ostruendo i condotti ghiandolari, bloccano le secrezioni acide, il ph gastrico s'innalza oltre la norma e la digestione tende a bloccarsi. Rallenta il transito dell'alimento che, intasando il lume del proventricolo, provoca ostruzione e quindi dilatazione dell'organo.lo stomaco muscolare, che con le sue contrazioni ha la funzione di triturare i semi , resta coinvolto perché riceve gli alimenti maldigeriti dal prestomaco.Lo strato giallastro di coilina,che riveste la superficie gastrica interna, appare assottigliato e meno consistente a causa del ph più elevato.Il passaggio nel lume intestinale di alimento maldigerito e poco acidificato,provoca alterazione della flora microbica saprofita e conseguente malassorbimento,che esita nella sindrome delle "feci molli" e, nei casi più gravi, nella diarrea.Tutte queste turbe digestive interferiscono negativamente sui processi assimilativi innescando patologie carenziali, avitaminosi e, talora, complicazioni batteriche tra le quali la più frequente è l'enterite.

COMPLICAZIONI:
Ne deriva che la proventricolite appare spesso complicata da altre patologie carenziali o infettive, che aggravano la sua sintomatologia, aumentano la mortalità e rendono più difficile l'intervento terapeutico.
Le complicazioni più frequenti sono la candidosi e l'aspergillosi, l'enterite da coli o da altri enterobatteri patogeni, il rachitismo o l'ipotrofia dei muscoli pettorali e l'avitamiosi A responsabile della cecità.

SINTOMATOLOGIA
rigurgito diarrea perdita di vivacità arruffamento del piumaggio,nervosismo,incordinazione dei movimenti,talora convulsioni ed apparente cecità, le deiezioni sono mal digerite , alimenti e semi quasi integri frammisti ad acqua, tanto che i volatili infetti vanno incontro a progressiva debilitazione e dimagrimento. Il sintomo anatomo clinico che può portare alla diagnosi si riscontra alla palpazione dell'area sotto-sternale dell'addome, che appare sporgente e rigonfia a causa della notevole dilatazione del proventricolo.In corrispondenza della tumefazione, situata a sinistra dello sterno, la pelle presenta una macchia scura cianotica.

LESIONI ANATOMOPATOLOGICHE
notevole dilatazione del proventricolo, che assume la forma di una piccola botte, mentre la mucosa interna è coperta di una patina biancastra talora spessa come una cotenna soffice e feltrosa.Altre lesioni sono presenti:epato-spleno-megalia (ingrossamento del fegato e della milza), enterite catarrale, dilatazione intestinale e fragilità ossea a causa di decalcificazione. Non tutte queste alterazioni sono da attribuire alla proventricolite, talune possono essere causate dalle complicazioni che si accompagnano o si sovrappongono alla malattia primaria.
Per la diagnosi resta di fondamentale importanza la notevole dilatazione del prestomaco e la patina biancastra che tappezza la sua mucosa interna.
Diagnosi di laboratorio: trova conferma al microscopio quando, su un vetrino porta-oggetti, si mette un frustolo della patina bianca raschiata con un bisturi dalla mucosa pre-gastrica. Si vedono i megabatteri, isolati o tra loro affastellati, di forma bastoncellare allungata.

PROFILASSI
evitare quando non è rigorosamente necessario gli interventi con che mio-antibiotici, pulire e disinfettare periodicamente l'aviario, le gabbie e soprattutto i beverini.somministrare alimenti sani e di sicura provenienza e applicare le buone pratiche di allevamento. Autori americani consigliano la frequente acidificazione dell'acqua da bere per prevenire la micosi 80 si usa l'aceto di mele (nei negozi di alimentari) alla dose di ml10/20 per litro di acqua (un cucchiaio di minestra) per 24 ore, da somministrare ogni 2 o 3 giorni.

TERAPIA
L'unico farmaco sensibile è l'anfotericina B, contenuta nel fungilin sciroppo al 10%. Altri antimicotici (nistatina, miconazolo,clotrimazolo, ecc.) risultano completamente inefficaci nel trattamento della megabatteriosi.
Si consigliano le seguenti dosi: 1 goccia al giorno dal secondo giorno di vita ai pullus per tre giorni, 8 ml/litro di acqua ai genitori per 10 giorni consecutivi prima che schiudono le uova, avendo l'avvertenza di preparare la diluizione ogni giorno e di mescolare spesso la soluzione perché lo sciroppo tende lentamente a sedimentare.
La terapia con l'anfotericina B non ha dato però con il tempo i soliti, sufficienti risultati come per gli anni passati, ma è stato necessario associarla al Ketoconazolo a partire da 3 giorni prima della schiusa. NIZORAL (Ketoconazolo compresse 200mg) dosi:1 compressa per litro di acqua 3 giorni prima della schiusa per 12 giorni consecutivi.
L'anfotericina B è esente da assorbimento sistemico,quando somministrato per via orale, viceversa presenta tossicità per assobimento generale, per questo in caso di nascite sfasate nello stesso nido, in presenza di pullus in terapia, bisogna sempre rimuovere accuratamente le uova, al fine di evitare che il guscio delle uova in incubazione possa impregnarsi del medicamento. Quando ci fosse il sospetto di complicazioni enteriche , confermato da una forma di diarrea tipica e persistente anche dopo alcuni giorni di terapia con il fungilin, è opportuno associare nell'acqua da bere , per 4/5 giorni, un farmaco veterinario a base di gentamicina(Gentalyn) alla dose di ml.2 per litro di acqua contemporaneamente all'acidificazione dell'acqua da bere, infatti un abbassamento del ph intestinale, ha azione tampone per i germi patogeni. La dose consigliata è di ml 10/20 per litro di acqua (un cucchiaio di minestra) per 24 ore, da somministrare ogni 2 o 3 giorni acido Acetico-aceto di vino; aceto di mele (nei negozi di alimentari),acido Citrico-succo di limone o pompelmo acido lattico-yogurt però nel pastoncino

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