Pappagalli Inseparabili | Allevamento Calopsite e Roseicollis

ALLEVAMENTO PAPPAGALLI INSEPARABILI
AGAPORNIS ROSEICOLLIS E CALOPSITE

DI VINCENZO DE CONCILIIS

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Formazione ceppo

Riproduzione

Formazione ceppo

Per la formazione di un buon ceppo valgono alcune
regole da non dimenticare:

1. Le coppie minime per iniziare devono essere almeno 3 della stessa specie e tipo, meglio se
acquistate da un singolo allevatore, purchè siano accertate l'omogeneità e la compatibilità
degli esemplari. Questi devono essere anellati, sani, di bell'aspetto, rispondenti quanto più allo standard di perfezione della specie. Sarebbe buona cosa poter vederne anche i genitori.


2. Tali coppie devono essere acquistate da allevatori che già praticano questa forma di
allevamento e non da negozianti od uccellerie,in quanto non è possibile verificarne la provenienza e di solito non sono esemplari selezionati o saranno comunque gli scarti degli
allevatori. Non bisogna avere fretta nell'acquisto, infatti osservare a lungo un'esemplare
permette a volte di scoprire eventuali difetti o pregi che a prima vista ci erano sfuggiti.

3. Occorre informarsi il più possibile tramite libri,riviste, articoli, allevatori, ecc. sulla specie
che andremo ad allevare. Frequentando anche mostre federali od ornitologiche per farsi l'occhio sulle caratteristiche dello standard di perfezione, espresse dai migliori soggetti in
mostra (le impressioni dal vivo appaiono leggermente diverse da quelle sulla carta).

4. Con i primi accoppiamenti inizierà a nascere anche il proprio ceppo, perché dall'accoppiamento successivo incrociato dei novelli si inizierà la "propria strada", selezionando ed accoppiando gli esemplari migliori delle varie
coppie di partenza e riaccoppiandoli fra loro (e fra i loro figli e così via), secondo la propria
personale esperienza e sensibilità. Il numero di coppie di un ceppo avviato non ha limiti, se
non quelli temporali ed ambientali dell'allevatore, inoltre gli esemplari nati in eccedenza
(sempre buoni, ma non ottimi) andranno ceduti.

5. Questo lavoro dà ottimi risultati (se anche la partenza è stata buona) in 3-4 anni, con la realizzazione di un ceppo solido e dalle caratteristiche prettamente positive come tipo,
forma, e posizione. Qualche bell'esemplare "campione" può manifestarsi anche prima e sarà
cura dell'allevatore farlo "fruttare" al massimo con gli opportuni accoppiamenti,
senza mai cederlo.

6. A lungo andare un ceppo avrà un andamento a parabola con una costante ascesa, un picco
massimo ed un lento declino. Per ovviare a ciò è necessario "rinsanguare", cioè introdurre al
momento giusto degli esemplari selezionati che facciano "ripartire" il ceppo. Un paio di
coppie possono bastare avendo l'accortezza di farle riprodurre prima fra loro (come verifica
delle loro caratteristiche) ed accoppiando in seguito la prole migliore con gli esemplari del
ceppo originario.


Per selezione intendiamo la scelta dei riproduttori, che deve essere fatta considerando alcune caratteristiche:
funzionale (tipo, attitudine alla cova, ecc.)
,sanitaria (sano, esente da malattie, senza tare ereditarie, ecc),
genetica (ascendenza, discendenza, mutazioni, ecc.).

Ogni allevatore si prefigge lo scopo di produrre novelli superiori ai loro genitori e per fare ciò deve considerare tutti questi fattori quando accoppia i suoi esemplari.

Gli accoppiamenti possono essere di 4 tipi: a vista (scelti prevalentemente per le loro caratteristiche esteriori), in consanguineità (scelti per esaltare e fissare certe caratteristiche pregevoli presenti), compensativi (per compensare i difetti) e di reincrocio
(esemplare consanguineo con esemplare in selezione).


L'accoppiamento di Agapornis in consanguineità non riscuote le mie simpatie per vari motivi che qui non vado ad elencare ed in quanto non credo ci siano le premesse per operare in tale modo come per i Canarini.

E' indubbio che accoppiando in consanguineità si esalta al massimo il valore di un ceppo,
ma nel nostro caso con accoppiamenti mirati di esemplari in selezione i buoni risultati sono certi.

Ricorderò quindi brevemente solo i gradi di parentela sistenti nell'allevamento in consanguineità:

o 1° grado: tra padre e figlio
o 2° grado: tra nonno e nipote o tra fratelli
o 3° grado: tra bisnonno e pronipote o tra zio e nipote
o 4° grado: tra cugini

L
a consanguineità viene detta: stretta (1° e 2°), media (3° e 4°) e larga (gradi successivi).

Nella creazione e mantenimento del nostro ceppo ci sarà comunque bisogno di qualche accoppiamento in consanguineità, la frequenza e la necessità temporale di questo è lasciata all'arbitrio dell'allevatore.


Conclusioni
Ci sono ancora tre punti che meritano di essere esposti, al pari di tanti altri che però per questioni di spazio non sono stati nemmeno sfiorati.
Il primo è la tenuta di un "registro di allevamento",essendo lo stesso utilissimo per non perdere "il filo" dopo un paio di anni, lo stesso può essere in forma cartacea o multimediale e deve essere obbligatoriamente abbinato (nel nostro caso) ad un registro "Cites".

Il secondo è che, sia che si voglia allevare un ceppo per le mostre o per puro diletto, sono indispensabili gli anellini recanti anno di nascita e numero dell'esemplare. Se poi si decide di iscriversi a qualche Associazione Ornitologica ci sarà anche il nostro codice allevatore (R.N.A.) a garanzia della provenienza degli esemplari.

Il terzo è che, assodato il saper allevare una o più specie, bisogna "farsi l'occhio" per saper giudicare la perfezione del singolo esemplare dell'allevamento per poi poterlo accoppiare con un secondo esemplare pari merito o compensativo di un possibile difetto del primo. In tal modo si cercherà di migliorare sempre lo Standard del ceppo.
Il segreto per formare un ceppo di eccellenza, in gran parte è tutto qui!

S
critto da Luca Bernardis, socio del Club, vive a Udine.
Alleva diverse specie di Agapornis e altri pappagalli

 

 

 

 

 

 

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