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Autodeplumazione

Malattie e Cure

Autodeplumazione - Cause non infettive

Di: Dott. Gianluca Marchetti - Foto: Dott. Gianluca Marchetti - Pubblicato il: 14/09/2009

Carenze nutrizionali.
Le carenze nutrizionali hanno un significato differente a seconda della specie, lo stato fisiologico, l'età, ed il sesso.
Sicuramente può influenzare la crescita delle penne una carenza assoluta o relativa di proteine.
Carenza di oligoelementi è spesso associata ad accrescimento anomalo del piumaggio e comunque è indubbio che un bilanciato apporto vitaminico abbia delle ripercussioni positive sull'omeostasi anche cutanea.
Va precisato che l'unico ricorso a complessi multivitaminici somministrati con l'acqua di bevanda o con il cibo non costituisce che un ausilio ma non la cura di tutte le alterazioni cutanee.

Scarsa umidità ambientale.
La scarsa umidità ambientale, che spesso si instaura in casa attraverso l'utilizzo di riscaldamenti, può creare secchezza cutanea che spesso esita in prurito e grattamento tale da danneggiare le penne.
L'animale spesso tende poi a rimuovere le penne così alterate.

Alterazione dei normali ritmi circadiani.
L'illuminazione insufficiente, l'interruzione del sonno e l'irregolarità nel ritmo giorno-notte possono tutte essere cause di stress emotivo e conseguente tendenza al feather picking.
Gli uccelli hanno un bisogno estremo, come tutti gli esseri viventi per il vero, di vivere rispettando dei fisiologici ritmi di alternanza di luce e buio.
Va rammentato che i volatili non si alimentano affatto se tenuti al buio.
La vicinanza della gabbia a televisione o altre fonti di disturbo può produrre effetti indesiderati soprattutto riguardanti la sfera comportamentale esitanti talora anche nell'autobeccaggio.

Disordini ereditari.
In alcuni casi di perdita delle piume si sospetta una componente genetica come nella calvizie del canarino (Serinus canaria) e l'assenza delle penne nella porzione posteriore della testa in alcune calopsitte (Nymphicus hollandicus) lutino.
Una forma peculiare di dermatite assai pruriginosa e frequente negli inseparabili (Agapornis spp.), parrocchetti ondulati (Melopsittacus undulatus) e calopsitte (Nymphicus hollandicus) è la Polifollicolite.
Tale entità patologica si esprime attraverso la crescita di più piume, frequentemente corte e spesse, da un unico follicolo.
Questa condizione, la cui causa rimane tuttora sconosciuta (anche se alcuni sospettano una componente genetica), genera prurito all'animale che puntualmente si autodepluma.
Anche l'ipopteronosi cistica (cisti delle piume o Lump skin disease) è un reperto associato a deplumazione. Per quanto attiene ai canarini (Serinus canaria) sembra accertata una certa predisposizione genetica anche e soprattutto perché ne sono colpite maggiormente le razze inglesi ma è stata segnalata anche nell' Ara ararauna (in cui l'eziologia sembra diversa) ed anche in cenerini ed amazzoni.
In pratica la penna non riesce ad erompere dalla cute e continua a crescere in maniera abnorme all'interno del follicolo. Le regioni maggiormente interessate sono le ali, la coda e la testa.


I Parassiti


I parassiti si dividono in interni ed esterni.
Tra gli esterni (Fig. 1) i più frequenti sono: gli acari del genere Cnemidocoptes, i mallofagi, le zecche (Fig. 6) ed i pidocchi.
Di solito gli Cnemidocoptes si localizzano preponderalmente nelle zone glabre come cera, zampe e becco ma possono essere anche causa di prurito in altre regioni del corpo soprattutto nel parrocchetto ondulato
(Melopsittacus undulatus) ed in altri parrocchetti australiani.







Tra i parassiti interni ricordiamo nematodi e cestodi che potrebbero indurre:
1. strappamento di penne nelle zone cutanee in corrispondenza delle porzioni intestinali interessate (dato aneddotico ed ancora non del tutto dimostrato);
2. prurito dovuto all'assorbimento di tossine prodotte dai parassiti;
3. effetto espolinate-carenziale indotto dagli stessi ed avente ripercussioni cutanee.

Protozoi
Tra i protozoi è sicuramente molto conosciuta l'alopecia indotta da autodeplumanzione nelle Calopsitte (Nimphicus hollandicus) parassitizzate da protozoi del genere Giardia. Anche i Coccidi potrebbero (dato clinico non dimostrato) esser causa diretta o indiretta di autodeplumazione o perdita di penne.

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